Lo schema Ponzi delle pensioni

 

«Nell’ambito della realtà le cui connessioni sono formulate dalla teoria quantistica, le leggi naturali non conducono quindi ad una completa determinazione di ciò che accade nello spazio e nel tempo; l’accadere (all’interno delle frequenze determinate per mezzo delle connessioni) è piuttosto rimesso al gioco del caso.» — Werner Karl Heisenberg

BanchieriCredo che il fascino della prasseologia sia saldamente legato al suo utilizzo versatile in ogni momento della nostra vita. Il buon economista, infatti, cerca sempre di prestare attenzione agli episodi che vengono nascosti da quelli più palesi, scava in fondo a quello che si vede per estrarre quello che non si vede. Era un ottimo esercizio quando, ad esempio, Rothbard guardava le persone che correvano come api nella metropolitana; oltre a trarre una lezione sull’azione umana, trascorreva il tempo in maniera fruttuosa senza bisogno di rigirarsi i pollici. O forse era la mancanza di un lettore mp3 che lo portava a fare queste riflessioni?

No, non penso. Gli studiosi di prasseologia hanno questo “vezzo” e studiano l’azione umana quando possono e quando intuiscono che la situazione che osservano avrà un certo valore esplicativo e didattico. L’esempio di Rothbard ci aiuta ad assimilare meglio la lezione enunciata in precedenza da Ludwig von Mises: l’essere umano è un soggetto agente. Nessuno puo’ leggere nella mente altrui quindi, a prima vista, potrebbe sembrare che certe persone che fanno determinate cose non sappiano in realtà cosa stiano facendo. In metropolitana, infatti, le persone sembrano impazzire tutte in una volta. Forse potrebbe trattarsi di un caso di empatia portato agli estremi, ma ognuno di noi sa quello che vuole. Ed agisce conformandosi ai propri desideri per raggiungerlo.

Questa semplice riflessione serve a ricordare al lettore distratto come nessuno puo’ sapere cosa vorrà un’altra persona, quindi non puo’ prendere decisioni per lui. Da qui ne consegue che il mercato (l’insieme di tutte le azioni di ogni singolo individuo) è l’unica entità in grado di allocare correttamente le scelte dei partecipanti al suo interno. Se ci pensate, è un ottimo escamotage della natura per tenere a bada il lato oscuro degli individui.

Quello che la natura non puo’ impedire è la truffa. Ci vuole talento anche in questo, non è facile manipolare il pensiero altrui al fine di farlo cadere in una spirale distruttiva che lo porterà a cedere con l’inganno parte del suo guadagno a qualcuno che non lo merita affatto. Perché gli uomini intuiscono che è impossibile controllare il mercato, quello che invece è possibile, è manipolare il pensiero altrui facendo credere con l’inganno che ci sono alcuni in grado di controllarlo. Insomma, un bluff. E’ lo stesso scenario che avviene all’interno dell’attuale sistema bancario centrale: il corso del fiume è estraneo all’influsso dei sassi lanciati nel suo letto dai banchieri centrali, questi ultimi possono solo influenzare temporaneamente il suo corso.

I pianificatori centrali gestiscono molti artifizi mentali che tentano di imbrigliare il pensiero comune in uno schema più vicino possibile alla prevedibilità. Questo permette loro di prolungare l’illusione e restare al comando il più a lungo possibile. La loro posizione è ambita, ma pochi riescono ad annichilire la loro coscienza a tal punto da arrivare lì in cima. C’è chi direbbe che ricoprire quel ruolo significa perdere progressivamente ogni briciolo di empatia umana e buon senso. Puo’ darsi, ma cio’ non toglie che essere pianificatori centrali non vuol dire altro che essere ladri. E non tutti sono abili ladri.

Sanno che prima o poi finirà. Ma cercano di farlo durare fintanto che sono al comando. Mediante ulteriori artifizi? Potete scommetterci! Poi il testimone passerà alla nuove generazione di ladri, e se saranno tanto abili da far perdurare ancora un po’ la truffa buon per loro, altrimenti addio.
UN ESEMPIO PERSONALE

Lo studioso della prasseologia, quindi, deve avere mille occhi. I momenti di relax non sono molti perché c’è da imparare in ogni momento della nostra vita. La sua fugacità ci permette di trarre vantaggio da ogni situazione in cui ci troviamo, in caso contrario ci sarà solo spazio per il rimorso. E uno dei momenti in cui mi sono ritrovato ad essere profondamente rapito da un “momento prasseologico” è stato quando ho visto una puntata della terza stagione de Il Trono di Spade. Il capolavoro televisivo tratto dalla penna di George R. R. Martin offre una serie di spunti economici davvero intriganti, ma mi limitero’ a proporvene alcuni (anche perché il costo di opportunità è alto dato che in questo modo dovrei vedermi le puntate due volte…).

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