Consigli non richiesti per la gestione dei risparmi

 

33ee2b86be588f27abe839da2898f7494ec1956c_fiscalite-frontaliersQuando pensate ai vostri risparmi dovete avere le idee chiare. Cosa succede se non avete le idee chiare? Perdete denaro e finirete a combattere contro i mulini a vento alla ricerca di un riscatto contro chi si presume vi abbia “truffato”. È possibile essere truffati anche se si hanno le idee chiare, ma in tal caso avrete chiaro chi incolpare: voi stessi. Nel caso in cui non si hanno le idee chiare, invece, si tende ad incolpare gli altri. Quando si fa la figura degli sciocchi è sempre colpa degli altri. Qual è quindi il modo migliore per proteggere i propri risparmi? Avere le idee chiare. Innanzitutto dovete pensare al patrimonio che volete salvaguardare. Avete intenzione d’investire i vostri risparmi o semplicemente stiparli in un qualche posto? Investire i propri risparmi significa che avete intenzione di fare soldi attraverso una determinata quantità di capitale. A tal proposito dovete domandarvi: volete semplicemente preservare il potere d’acquisto della moneta o desiderate fare soldi per navigare in un mare di liquidità?

Chi sceglie la seconda proposizione la maggior parte delle volte finisce spennato e sacrificato sull’altare del mercato azionario. Infatti l’essenza di tale mercato è sempre stata questa: arricchirsi attraverso la stupidità altrui e le relative perdite. Una lezione fondamentale dei mercati finanziari è questa: gli sciocchi verranno sempre separati dai loro soldi. Di solito questi sciocchi si fanno quasi sempre vivi durante il ciclo finale di una bolla. Sono quelli che entrano per ultimi attratti da rendimenti potenzialmente elevati e dalla potenziale possibilità di fare soldi a vagonate. Questi sono i cosiddetti dumb money. Al contrario, gli smart money sono coloro che cavalcano la bolla e lasciano il cerino in mano ai dumb money. Non sono avari. Sanno come funziona il mercato azionario. Sanno come il denaro fiat sia un asset sottoposto ad una costante svalutazione nel tempo. Quindi si lanciano nei casinò azionari in cerca di opportunità che in realtà sono delle bombe ad orologeria innescate dalla follia monetaria delle banche centrali, e poi lasciano l’ordigno nelle mani degli sciocchi un minuto prima che scoppi.

C’è chi la chiamerebbe “selezione naturale finanziaria”, ma credo che sia un termine improprio. Io lo definirei “avere le idee chiare”. Quindi cosa volete dal vostro patrimonio? Di questi tempi, purtroppo, l’ambiente economico pare proprio destinato a sperimentare la NIRP e di conseguenza gli individui vengono in un certo modo costretti ad investire i loro risparmi se non vogliono vederli erosi dai tassi d’interesse negativi. Prima di fare un passo simile, però, è bene pensare ad un buon cuscinetto per assorbire gli urti provenienti dai mercati finanziari. Un buon modo per schermare parte dei propri risparmi è quello di posizionarli in oro e hard asset. La maggior parte dei cosiddetti retail investor ha un’unica prerogativa: investire. La protezione dei propri asset non è qualcosa che tange loro. Credono di poter fare hedging posizionandosi sul mercato in vari modi affinché le perdite di qualcosa siano compensate coi guadagni di qualcos’altro. Non sanno quand’è tempo d’investire e quand’è tempo di proteggersi, e soprattutto come proteggersi. Questa mentalità è venuta alla ribalta soprattutto nell’ultima generazione d’investitori, la quale è vissuta in un mondo in cui l’oro è de-monetizzato. In questo modo l’oro è visto come una classe di asset alla stregua di tutte le altre e, di conseguenza, viene visto come un investimento come tutti gli altri.

Ignorano il valore storico ricoperto dall’oro. Ignorano il fatto che esso non sia un investimento. Non ha resa. Ciò che ha resa è il commercial paper market ad esso collegato, ovvero, il mercato dei futures. Questo è un cadavere per il prezzo dell’oro, il quale lo sconnette dalla realtà della domanda di fisico reale. I segnali, quindi, sono confusi e per coloro che si accontentano di guardare semplicemente i monitor, traggono la conclusione che le cose vanno bene e che l’oro è in un mercato orso. Oltre ad essere fuorviati dal punto di vista intellettuale, vengono fuorviati dai segnali di mercato farlocchi. Di conseguenza, non si preoccupano delle sorti dell’oro e semmai dovessero entrare in tal mercato lo farebbero passando per il mercato dei futures, ignorando quello del fisico. Questo perché si fidano della FED e delle sua presunta capacità di mantenere in riga l’economia.

Queste convinzioni non sono diffuse solo a livello “micro”, ma anche a livello “macro”, per così dire. (Oltre all’esempio di Gordon Brown, basta riportare alla memoria la figura da incapace che fece Bernanke davanti alle domande sull’oro da parte di Ron Paul.) Quello che stiamo vedendo ora, invece, è un rinnovato interessamento per il mercato del fisico bypassando totalmente il mercato dei futures. Quello che stiamo vedendo ora è una lenta fuga verso le uscite da parte di coloro che vedono la pericolosità della terza bolla colossale gonfiata dalla FED negli ultimi venti anni e si parano le spalle comprando oro. Non tutti sono fuorviati. C’è chi riesce a leggere la proverbiale scritta sul muro e si prepara di conseguenza. In virtù di ciò acquista oro fisico, ma non per rivenderlo, bensì per proteggere parte dei propri risparmi da eventuali scossoni finanziari dovuti all’inettitudine dei banchieri centrali.

Negli anni ’80 ha funzionato. Nel 2008 ha funzionato. Eppure pochi imparano la lezione. Perché? Perché non hanno basi epistemologiche chiare attraverso le quali impostare le loro strategie d’investimento. È questa la differenza tra smart money e dumb money, oltre ad un pizzico di fortuna anche.

Una volta pensato al “cuscinetto contro gli urti” è necessario decidere dove posizionare i propri risparmi. Ricordate, si è costretti ad investire nell’attuale ambiente permeato dalla NIRP, altrimenti gli interessi negativi vi mangeranno vivi. Questo pare che lo ignorino coloro che ripongono i propri risparmi nelle Poste. Pensano che sia un luogo sicuro. Pensano che lo stato non fallirà mai. Pensano che la CDP non faccia deficit e di conseguenza i suoi investimenti sono tutti solvibili. Coloro ricercano una spasmodica sicurezza poiché mettono tutti i loro risparmi in un unico luogo, sperimenteranno in prima persona cosa rappresenteranno gli interessi negativi e l’inflazione dei prezzi per quelle cose di cui necessitano ogni giorno. Finiranno sul lastrico senza neanche accorgersene. Oppure investiranno in azioni delle Poste, ovvero, un carrozzone obsoleto dal punto di vista tecnologico che non ha alcun posto nel futuro e che rimane in piedi solo grazie ai trasferimenti statali. Il valore gonfiato con cui Poste Italiane s’è presentata in borsa sarà suscettibile alla volatilità del mercato, e l’unica via verso cui è diretta è verso il basso.

Di conseguenza il posto migliore dove posizionare i propri risparmi è in una banca. Non una qualsiasi. Come ho iniziato questo articolo, bisogna avere le idee chiare. La scelta della banca, infatti, passa attraverso determinati parametri che vi potranno permettere di possedere un discriminante attraverso il quale scegliere quella presumibilmente più solida. Ad esempio,vagliando il patrimonio di vigilanza (ovvero, il rapporto fra gli investimenti della banca e il capitale proprio), confrontando il pattern azionario con quello del comparto bancario nel suo totale e la frequenza con cui è finita sulla carta stampata per scandali o beghe giudiziarie. Incrociando questi dati potrete farvi un’idea di quale banca sarà migliore per voi e per i vostri risparmi, dividendoli opportunamente in vari depositi senza lasciarli tutti presso lo stesso istituto bancario. Oltre ad evitare eventuali grattacapi dovuti alle nuove regole riguardanti il bail-in, avrete a disposizione un ventaglio d’opportunità che solo una simile diversificazione vi può offrire. Infatti sarete posizionati in modo adeguato per gestire diverse situazioni che potrebbero scombussolare i piani di coloro che, ad esempio, lascino tutti i propri risparmi in un solo istituto bancario. La percentuale di divisione è fondamentale.

Detto ciò passiamo alla parte finale: gli investimenti. Prima di qualsiasi mossa dovete prepararvi psicologicamente: l’ammontare di denaro che sceglierete di dedicare a questa funzione dovete considerarla persa in partenza. In questo modo non solo riuscirete a rischiare meglio, ma non sarete frenati dal cogliere un’eventuale occasione. Ruolo cruciale è ricoperto dalla tempistica, la cui essenza purtroppo non può essere trasmessa al lettore attraverso le parole. È qualcosa che si sviluppa e si affina con l’esperienza. Ciononostante esistono dei segnali che possono essere presi come modello e utilizzati per calcolarla in modo migliore. Ma al di là di ciò, là fuori ci sono ancora investimenti attraverso i quali schermare i propri risparmi dall’erosione derivante dai tassi d’interesse negativi. Bisogna saper osservare e cogliere l’attimo giusto. Nel mercato azionario c’è ancora possibilità di trarre profitto dagli errori altrui. Di chi? Di coloro che si sono fidati di Poste Italiane e della sua IPO, ad esempio. I soldi, nei mercati finanziari, si fanno sulle perdite degli altri. È sempre stato così.

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