Il meccanismo unico di vigilanza bancaria

 

meccanismo unico vigilanza bancariaI piú accaniti europeisti ricorderanno il 12 settembre 2013 come una delle pietre miliari della storia dell’UE: il Parlamento Europeo ha, infatti, approvato il nuovo meccanismo unico di vigilanza bancaria, che attribuirà alla Banca Centrale Europea poteri di vigilanza su tutte le banche che possono costituire un rischio sistemico per l’Europa. Si tratta del primo tassello per il raggiungimento dell’unione bancaria in àmbito europeo. Il provvedimento – approvato a larga maggioranza (559 favorevoli, 62 contrari, 18 astenuti) e applaudito dal Governatore della BCE Draghi e dal Presidente del Parlamento Europeo Schulz – è ricco di novità e cambiamenti non solo per il sistema bancario europeo, ma anche per molte istituzioni europee, come lo stesso Parlamento. Vediamo, quindi, le principali novità introdotte.

Il nuovo sistema prevede il trasferimento della maggior parte dei poteri di vigilanza bancaria dal livello nazionale a quello comunitario. Sarà, infatti, una branca della BCE l’organo incaricato di vigilare su tutte quelle banche che possono rappresentare un rischio sistemico per l’Europa, ossia quelle che hanno attivi superiori a 30 miliardi d’euro oppure costituiscono piú del 20% del PIL e hanno un valore superiore ai 5 miliardi d’euro. Alle autorità nazionali sarà invece devoluto il compito di vigilare sulle banche meno rilevanti. La BCE avrà invece il potere di dettare le linee di condotta per l’implementazione delle pratiche di vigilanza agli organismi di controllo nazionale e d’intervento diretto su tutti gl’istituti di credito.

In virtú della considerevole portata dell’intervento, i deputati europei e i vari Parlamenti nazionali hanno insistito affinché il trasferimento di competenze fosse affiancato da controlli democratici e trasparenti del nuovo organo di vigilanza.

Questo fine si riflette nelle misure intraprese. L’organismo, infatti, pur essendo creato all’interno della BCE, sarà totalmente indipendente dalle funzioni di politica monetaria, tantoché sarà operata una rigorosa divisione del personale della BCE tra cómpiti di politica monetaria e di vigilanza. Ancora, Presidente e Vice-Presidente saranno nominati direttamente dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione, unici a poterne chiedere la rimozione. Infine, per controbilanciare le importanti funzioni attribuite alla BCE, agli europarlamentari è anche attribuito il diritto d’investigare liberamente sull’operato dell’autorità, d’ottenere risposte dalla stessa in tempi rapidi, nonché d’accedere alle informazioni di maggior rilievo, attraverso la ricezione d’un rapporto completo delle riunioni del Comitato di Supervisione.

Il nuovo sistema sarà obbligatorio per i Paesi della zona euro, ma anche gli altri Stati potranno chiedere di farne parte a condizioni vantaggiose. L’autorità di vigilanza dovrà attenersi alle regole del Single Rulebook che sarà redatto dall’Autorità bancaria europea (EBA), dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) e dall’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni (EIOPA).

Quanto ai costi del nuovo sistema, è indubbio che la BCE dovrà dotarsi di nuovi e numerosi analisti per l’espletamento delle funzioni di vigilanza sulle singole banche. È proprio su quest’ultime che ricadranno tali costi, commisurati in base al grado di rischio. Pertanto, pagheranno di piú le banche che dovranno esser sottoposte a maggiori controlli. Contestualmente a questo provvedimento, il Parlamento europeo ha votato il regolamento che adatta le competenze dell’Autorità Bancaria Europea al nuovo sistema. Essa continuerà a sviluppare il corpus unico di norme applicabile a tutti gli Stati membri; inoltre, redigerà un manuale unico di vigilanza, per assicurare un’unica regolamentazione nell’UE e garantire la coerenza nella vigilanza bancaria.

L’introduzione del sistema unico di vigilanza rappresenta un ulteriore passo verso una vera integrazione europea a livello economico, in accordo coi principî ispiratóri dell’Unione Europea stessa. Tra i vantaggi principali dell’unione bancaria, v’è di sicuro l’introduzione d’un meccanismo di supervisione non assoggettato ai singoli interessi nazionali. Ovviamente, ci s’auspica che gli obiettivi di trasparenza e democraticità – tra i quali rientra la separazione tra la politica monetaria della BCE e i suoi poteri di supervisione – non siano disattesi.

Inoltre, l’unione bancaria potrebbe contribuire, da un lato, a un rafforzamento dell’integrazione finanziaria e, dall’altro, a render l’unione monetaria maggiormente resistente, sventando quindi il rischio d’un collasso della zona euro e spezzando la correlazione tra sovranità e crisi bancaria. Si spera, quindi, che il nuovo sistema unico di vigilanza non deluda le aspettative; in particolare, che non si pieghi ai singoli interessi nazionali, e che indebolisca, di conseguenza, i legami che troppo spesso si sono creati tra banche e governi nazionali.

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