Nietzsche, considerazioni (in)attuali contro lo Stato

 

«Bisogna chiamare Nietzsche alla riscossa, Nietzsche contro lo Stato, che sia quello di Hitler o di Stalin, Nietzsche per l’uomo contro la massa, che sia fascista, americana o sovietica.»

(L’Ordre nouveau, 1933; citato in Maurizio Serra, La ferita della modernità)

 

friedrich-nietzsche-munchCentosessantanove anni fa, il 15 ottobre 1844, nasceva a Röcken, nella Sassonia-Anhalt, uno dei filosofi piú innovativi e, per certi versi, anticonformisti della storia del pensiero occidentale: Friedrich Wilhelm Nietzsche.

Secondo il marxista György Lukács, «non [si] può nascondere il fatto storico fondamentale che fa di Nietzsche uno dei principali precursori del fascismo» (1935). Invece, secondo un altro marxista, Franz Leopold Neumann, «benché la filosofia di Nietzsche e l’ideologia nazionalsocialista presentino numerose somiglianze, v’è un abisso incolmabile tra le due, giacché l’individualismo di Nietzsche trascende il modello di qualsiasi ordine autoritario» (1944).

Secondo Camille Dumoulié, poi, «con Bataille si rafforza la possibilità d’un nietzschianesimo rivoluzionario e libertario» (2009). In Acéphale (1937), Georges Bataille scriveva: «Che sia l’antisemitismo, il fascismo, che sia il socialismo, non v’è che utilizzazione. Nietzsche si rivolgeva a spiriti liberi, incapaci di farsi utilizzare». Inoltre, «nella misura in cui il fascismo dipende da una fonte filosofica, non è a Nietzsche, ma a Hegel che si ricollega».

E, proprio come si formarono una destra e una sinistra hegeliane, cosí si sono formate, in un certo senso, una destra e una sinistra nietzschiane. Secondo Giovanni Fornero (1999), «negli ultimi decenni, in certe zone della critica militante, […] s’è voluto contrapporre, all’immagine di Nietzsche come precursore di Hitler, l’immagine di Nietzsche come compagno di strada di Marx»: «una manifesta manipolazione ideologica, antitetica ma complementare rispetto a quella nazista».

In questi ultimi anni, la situazione è cambiata, col venir meno delle opposte «leggende» d’un Nietzsche nazista o progressista. Secondo Sossio Giametta (1996), il «discorso imperituro», «immortale» di Nietzsche è «tanto piú profond[o] quanto piú liber[o] da pastoie politiche e sociali», ed è «la vera risposta» allo «Stato etico di Hegel e [a] tutte le dottrine statolatriche che da quello ebbero origine e voga nel primo Ottocento tedesco e sono ancora tenaci in tante menti non solo tedesche».

In quest’occasione, vi proponiamo un’antologia di pagine scelte, dalle Considerazioni inattuali del 1874 ai Frammenti postumi del 1888, disposte in ordine cronologico, a cura di Matteo Marini.

Traduzioni di: Matilde de Pasquale, Sossio Giametta, Mirella Ulivieri, Ferruccio Masini, Angelo Treves. Revisione delle traduzioni condotta da Matteo Marini sulla base della versione digitale dell’edizione tedesca delle opere di Nietzsche curata da Giorgio Colli e Mazzino Montinari, la Digitale Kritische Gesamtausgabe Werke und Briefe [Edizione critica digitale delle opere e dell’epistolario] curata da Paolo D’Iorio e pubblicata da Nietzsche Source.

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