“Casa Batlló” di Antoni Gaudì

 

Passeig de Gràcia” è la principale strada del quartiere modernista dell’Eixample a Barcellona, zona prediletta dalla borghesia catalana del tempo che la impreziosì con magnifici edifici. Un zona dove ogni angolo è uno scorcio suggestivo e i lussuosi ingressi sbirciati di sfuggita, con snelli ascensori in ferro, decorazioni e forme floreali, inoltrano in un’antica e rarefatta atmosfera da sogno.

Passeggiando lungo l’elegante “Passeig de Gràcia” tra il luccichio d’interni e palazzi modernisti, lo sguardo del visitatore è attratto dal magico gioco di colori e riflessi iridescenti irradiati dalla facciata di “Casa Batlló”, al civico 43, che si staglia imponente e luminosa sulla strada. La “Casa Batlló”, opera inserita nel 2005 tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, è un gioiello concepito dall’architetto catalano Antoni Gaudì su commissione di un ricco industriale del settore tessile, Josep Batlló.

Gaudì, nato a Reus (in Catalogna) nel 1852 e morto a Barcellona nel giugno del 1926, si diploma nel 1878 alla “Scuola Superiore di Architettura”, collaborando sin da giovane con celebri architetti e acquisendo così una professionalità di altissimo livello. E’ considerato tra i massimi artefici del “modernismo catalano” ed è stato definito da Le Corbusier come “il plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro”. La passione architettonica, unita a una perfetta padronanza dei materiali e ad una personale capacità interpretativa degli stilemi modernisti, divenne per Gaudì il trampolino di lancio per la propria inarrestabile creatività, attenta ai minimi dettagli. La natura, con le sue forme e i suoi giochi luministici, fu la sua principale fonte ispiratrice e maestra. Egli operò maggiormente nella città di Barcellona, che in quel periodo stava attraversando un clima effervescente di cambiamenti epocali; egli ne rivoluzionò il volto nell’estetica delle forme architettoniche. Proprio a Barcellona, luogo a cui Gaudì fu sempre legato, germogliarono le sue straordinarie opere d’arte, concepite come luminose e mediterranee “piante urbane” del sogno collettivo: la celebre “Sagrada Famìlia”, “La Pedrera” (che significa “la cava di pietra”) o il “Park Güell”, per esempio. La maestria di Gaudì s’intercetta nel perfetto connubio di bellezza e funzionalità, originalità e senso pratico delle sue creazioni, che continuano ad attirare turisti da ogni parte del mondo.

Per la spettacolare “Casa Battló”, l’estetica dell’antica dimora, dalla forma allungata e rettangolare, fu rivoluzionata dal raffinatissimo gusto di Gaudì, che ampliò il cortile interno e innalzò due piani prima inesistenti (per un totale di 5), mantenendo invece la posizione delle finestre. La facciata, dopo i lavori che durarono dal 1904 al 1907, assunse un aspetto singolare e flessuoso. Essa presenta corpi aggettanti di tipo zoomorfo e fantastico, in cui le linee dell’esterno e dell’interno, dei tetti e delle pareti, delle finestre e delle scale si fondono e ramificano in un avvolgente disegno.

Frutto di echi gotici e dell’ ‘art nuoveau’, la facciata di “Casa Batlló presenta, nella parte bassa costruita in pietra arenaria, colonne a forma di enormi ossa con motivi floreali e la forma particolare delle ringhiere in ferro battuto dei balconi ricorda l’elegante foggia delle maschere veneziane. I pavimenti in pietra esterni, invece, hanno la forma di meravigliose conchiglie. Tutto s’incastona fluidamente in un ‘continuum’ spaziale e le forme si accavallano e fagocitano le altre come in un oceano tempestoso di materiale lavico. Il confine netto tra le diverse parti della struttura si perde, come a voler evocare il primigenio collegamento tra tutti gli aspetti dell’esistente. Il palazzo è concepito come un enorme organismo vivente animato da luce e aria, un rettile primitivo coloratissimo e funambolesco. In esso arte, vita e architettura si compenetrano e avvolgono la psiche in una vorticosa miscellanea di forme fantastiche.

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