Italia: Socialismo vs Liberalismo

L’Italia è un nazione ad alto tasso di Socialismo: non è una nazione Liberale. Il liberalismo si realizza attraverso lo Stato di Diritto che prescrive l’uguaglianza di fronte alla legge, ovvero tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri, e ciò impedisce che una categoria di cittadini possa avvalersi del potere di dettar legge a proprio favore rispetto al resto della popolazione, rompendo in tal modo l’equilibrio del principio di eguaglianza assicurato dallo Stato liberale. Al di fuori di queste prescrizioni i cittadini sono liberi di interagire per raggiungere i loro obiettivi, in piena autonomia, dando vita ad una competizione meritocratica che raggiunge la migliore allocazione delle risorse e garantisce efficacia ed efficienza. Nulla di ciò avviene in Italia:
– un lavoratore del comparto privato non ha gli stessi diritti di un lavoratore del comparto statale;
– un pensionato contributivo non percepisce, a parità di contributi versati, la stessa somma di un pensionato retributivo;
– un lavoratore autonomo non paga, a parità di reddito, lo stesso ammontare di imposte di un lavoratore subordinato;
– un lavoratore con un contratto co.co.co non ha diritto alla indennità di disoccupazione spettante ad un lavoratore subordinato;
– la cassa integrazione che spetta ad un lavoratore di una media impresa è diversa da quella spettante ad un lavoratore Alitalia;
– gli assegni familiari e l’indennità di malattia spettanti ai lavoratori subordinati non spettano ai lavoratori autonomi;
– il bonus di 80 euro in busta paga spettante ad un lavoratore che guadagna 24.000 euro l”anno non spetta ad un lavoratore che guadagna 7.999 euro l’anno;
– lo sgravio contributivo totale che spetta ad un datore di lavoro che ha assunto lavoratori nel 2016 non spetta ad un datore di lavoro che assume lavoratori nel 2017;
– le ferie spettanti ad un magistrato sono diverse da quelle spettanti ad un poliziotto.
– un immobile di 400 mq in pieno centro di Milano viene assegnato gratuitamente dal Sindaco ad un’associazione che diffonde l’ideologia gender mentre il resto dei milanesi paga affitti salati per i locali in cui esercitare attività associative o commerciali;
– la COOP gestisce supermercati come ESSELUNGA ma quest’ultima paga il doppio delle imposte pagate da COOP.

Queste disparità di trattamento si verificano perché lo Stato Italiano suddivide i cittadini in classi, categorie, blocchi sociali e li tratta ciascuno in modo diverso, sottraendo ad alcuni diritti, e attribuendo ad altri privilegi , violando in tal modo il principio di uguaglianza. Attraverso una tassazione oppressiva ed una burocrazia ossessiva e pervasiva, statalizza le imprese, che di fatto hanno un socio di maggioranza, lo Stato, che le partecipa. Anche i patrimoni immobiliari e finanziari, attraverso le imposte patrimoniali, vengono progressivamente assorbiti dallo Stato. Attraverso il progressivo aumento del debito pubblico lo Stato assorbe la sfera di autonomia e di libertà degli individui ricattati dalla minaccia del default. Lo Stato italiano da strumento al servizio dei cittadini si è trasformato in obiettivo, scopo primario per il quale il cittadino può essere sacrificato, un totem idrovora che divora le vite dei singoli. Il contrario dello Stato Liberale, per il quale al centro sta l’individuo e la sua famiglia e, sottostante e utilizzato come mezzo, c’è un minimo di struttura statale.

Schematizzando: i Liberali ritengono che lo Stato serva per impedire ai “pirati e ai barbari” di oltrepassare i confini ( Difesa), per impedire ai criminali di ucciderli e derubarli (Sicurezza interna e ordine pubblico) , per far rispettare i contratti e la proprietà privata ( Giustizia) per consentire l’esercizio delle attività delle aziende e dei cittadini, quali le reti stradali e di telecomunicazione, i ponti, le dighe, le centrali energetiche (Infrastrutture di base). Il costo di questo Stato di Diritto e Sovrano è sostenuto dalla creazione di ricchezza attraverso la produzione ed il lavoro dei cittadini. È uno Stato snello quindi la quota procapite è sostenibile. Dato che la quota procapite è sostenibile la quota di reddito che rimane nella disponibilità del cittadino è sufficiente a procurarsi ogni altro bene e servizio di cui ha necessità e secondo le proprie esigenze e ad accantonare una quota di risparmio per i periodi di carestia, malattia e vecchiaia. I socialisti, invece, ritengono che lo Stato abbia altre funzioni, ovvero assicurarli contro la povertà, l’ignoranza e la malattia (Stato Sociale). Dato che il costo di questi compiti è enorme e quindi anche la quota da versare procapite (tasse) è anch’essa enorme, e l’apparato per amministrare le funzioni (burocrazia) richiede molti addetti, la quota residua di reddito che rimane al cittadino è esigua e gli impedisce di scegliere liberamente i servizi ed i beni utili alle proprie esigenze. Anche la quota di risparmio si riduce o si azzera, impedendogli di affrontare gli imprevisti e gli investimenti per intraprendere le attività produttive, e rendendolo più dipendente e sottomesso allo Stato, innescando un circolo vizioso. Molti sono disincentivati a produrre ricchezza ed altri preferiscono reperire risorse presso lo Stato con sussidi o posti di lavoro improduttivi. Lo Stato impegna tutte le proprie risorse nel settore assistenziale e non ne ha da dedicare alla Difesa, Sicurezza, Ordine Pubblico, Giustiza, Infrastrutture di base, pertanto non può difendere i suoi confini e i suoi cittadini, e molti stranieri e pirati economici arrivano dall’esterno per sfruttare l’assistenzialismo, facilitati dal caos lassista dovuto all’assenza di controllo e giustizia. In breve tempo, a causa del drastico calo dei cittadini produttivi e dell’aumento di quelli che vogliono essere assistiti, il sistema collassa.

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