Perché lo Stato non manterrà le promesse previdenziali

 

servizi-online-inps-modificare-il-proprio-indirizzo-e-mail-3Il mondo così come lo conosciamo è destinato a cambiare. Se pensiamo agli individui in quanto elettori, allora è molto probabile che dovremmo aspettare l’ultimo momento prima di vedere un cambiamento. In ambito politico è sempre così. Le illusioni e le promesse tengono impegnati gli elettori che assecondano quei comportamenti e quelle pratiche che potrebbero garantire loro un vantaggio. A scapito di chi? Non è una domanda che si pongono. Il mondo dell’elettore è un presente continuo. Non esiste futuro. Tutto può essere aggiustato in un modo o nell’altro da autorità centrali nelle cui mani risiede il potere di gestire la società. È sostanzialmente questo il motivo per cui ricadono negli stessi errori. È sostanzialmente questo il motivo per cui vengono mandati al potere politici della peggior specie. Gli elettori non vedono oltre le illusioni date loro in pasto dalla politica. Non comprendono come coloro che elargiscono promesse altro non sono che imbonitori al soldo di personaggi nascosti nei meandri più profondi dello stato.

Gli americani lo definiscono Deep State. Il libro The Deep State: The Fall of the Constitution and the Rise of a Shadow Government di Mike Lofgren analizza nel dettaglio questo argomento. Coloro che fanno parte del cosiddetto Deep State sono burocrati che non cambiano mai. Non esiste elezione pubblica che possa eleggere coloro che fanno parte del Deep State, e in sostanza sono coloro che utilizzano i politici per le relazioni pubbliche. Sono un ottimo capro espiatorio verso cui canalizzare la rabbia della maggior parte degli elettori. Qual è il problema, quindi? Gli individui, oltre ad essere elettori, sono anche consumatori. Questo li rende pericolosi dal punto di vista politico. Perché? Perché sono pericolosi dal punto di vista economico.

Sebbene si possa pensare che il cosiddetto Deep State abbia tutto sotto controllo, in realtà le cose non stanno così. I consumatori in quanto tali esercitano il loro ruolo di re dei mercati costringendo le imprese a soddisfare i loro desideri. Anche le grandi imprese sono costrette a sottomettersi al loro giudizio. Possono nascere accordi a livello internazionale tra vari stati, ma se questi ultimi mettono a repentaglio il flusso di denaro incamerato dalle grandi imprese allora esse sceglieranno di non conformarvisi. Pensate, ad esempio, alla Apple che s’è rifiutata di creare per l’FBI un metodo attraverso il quale hackerare i propri dispositivi. Pensate a Microsoft che si rifiuta di consentire alla stessa agenzia investigativa l’accesso indiscriminato al proprio servizio di email.

I consumatori sono e resteranno i veri re del mercato, e su questo lo stato non avrà mai la meglio. Ha bisogno di una grande discontinuità per intralciare o fermare la grande continuità rappresentata dal mercato e dalle sue innovazioni. Ogni volta che i consumatori spendono un’unità del loro denaro, votano a favore di un determinato prodotto o politica di mercato. Sono i loro desideri a parlare, non le loro pance. Ciò è destinato a continuare nel futuro, poiché tale processo è talmente imponente che non esiste un qualcosa di opposto in grado di fermarlo. La legge di Moore è la garanzia della grande continuità del mercato, la quale porterà una maggiore decentralizzazione nella società. Scordatevi un futuro in cui ci sarà maggior accentramento, poiché gli elettori possono anche votare a favore di ciò, ma in quanto consumatori si assicureranno che non accada. Infatti, diversamente dai mercati, per lo stato esiste una grande discontinuità che si parerà davanti alla sua continuità (es. controllo quanto più capillare della società). Il sistema pensionistico suddetta grande discontinuità che alla fine impedirà allo stato di crescere ulteriormente e porrà fine a tutte quelle illusioni di cui sono caduti preda, in un modo o nell’altro, gli elettori.

In Italia, ad esempio, è dato di questi giorni che negli ultimi 36 anni sono stati a carico dell’Inps circa 500,000 persone (esclusi gli invalidi). Inutile dire che il dato è destinato ad aumentare. La promessa della pensione è la più grande illusione che lo stato ha venduto agli elettori affinché potesse controllarli. Questi ultimi non si sono accorti come il sistema pensionistico altro non sia che un gigantesco schema di Ponzi la cui fine non potrà essere diversa da una gigantesca implosione. Di avvisaglie nel corso del tempo ne abbiamo avute molte. Eppure pochi si preparano. Gli elettori, purtroppo, vedono arrivare le cose sempre in ritardo. Ciononostante stiamo parlando di un incidente annunciato che spazzerà via, attraverso la grande discontinuità che rappresenterà, la legittimità garantita dagli elettori al sistema statale nel suo complesso. I consumatori, invece, non hanno mai conferito una simile legittimità all ostato. Altrimenti quest’ultimo non avrebbe smosso mari e monti per cercare di controllare le loro scelte. Ha fallito. E nel suo fallimento s’è spinto troppo oltre con le promesse.

Le promesse previdenziali e pensionistiche rappresentano una bomba a orologeria economica la cui miccia è stata accesa dalla demografia e dalla spesa statale per le pensioni. Il trend demografico già adesso è terrificante. Visto che il sistema pensionistico prevede che la generazione di lavoratori nel presente paghi attraverso le tasse la spesa pensionistica di quella del passato, è chiaro come il sole la catastrofe verso cui si sta dirigendo l’apparato statale. Con un bacino di lavoratori in netto restringimento, i deficit la faranno da padroni. Ma questo vuol dire una sottrazione progressiva di risorse economiche scarse all’economia produttiva, cosa che a sua volta porterà alla bancarotta imprese e andrà a rimpolpare una massa di persone la cui unica possibilità di sopravvivenza sarà il welfare state. Gli elettori busseranno per riscuotere le promesse fatte loro e fino a quel momento terranno attaccata la spina del supporto vitale all’apparato statale. I consumatori, invece, sarà da tempo che l’avranno staccata: emigrazione e piani alternativi alla pensione.

Chi pagherà? Questa domanda gli elettori non se la pongono. I politici, invece, da bravi imbonitori la evitano: “Che paghino coloro che hanno una pensione cospicua!” Non basta una semplice ridistribuzione del denaro all’interno delle prestazioni pensionistiche. Qui stiamo parlando di prestazioni future che non avranno fonti di finanziamento. Sono passività che nessun governo prende in considerazione. E badate bene, tutti gli stati hanno questo problema. Per gli Stati Uniti, ad esempio, il professor Kotlikoff della Boston University ha calcolato un totale di $211,000 miliardi.

Già per l’Italia suonano allarmi per il suo livello attuale di debito e per il suo attuale folle livello di tassazione. Figurarsi se dovessimo aggiungervi suddette passività al debito pubblico italiano da €2,200 miliardi, in modo da avere un quadro contabile onesto. O aumentano ulteriormente le tasse, o cala drasticamente la spesa pubblica. Entrambe le “soluzioni” sono politicamente e finanziariamente suicide. Non ci vuole un dottorato di ricerca per capire quale sia il problema di fondo del sistema pensionistico: la sua insostenibilità di lungo termine richiede o un aumento spropositato delle tasse (con relativo fallimento diretto del tessuto produttivo), o un aumento progressivo del deficit (con relativo fallimento indiretto del tessuto produttivo). Queste passività presenti non finanziate rappresentano cifre enormi e, anche se venissero investite nei mercati oggi, devono pur sempre fruttare un interesse affinché il loro investimento possa rendere sostenibile i pagamenti di lungo periodo. Con i mercati mondiali sull’orlo della NIRP, questo è solamente un miraggio.

Quindi cosa accadrà? Lo stato continuerà a calciare il barattolo finché potrà. Ma alla fine questo è una gigantesca discontinuità nei confronti dello stato che quest’ultimo dovrà affrontare. Più sarà rimandato nel tempo, più il dolore economico da sopportare sarà grande. In quel momento, anche gli elettori comprenderanno l’inaffidabilità della banda di truffatori in capo all’apparato statale. Capiranno, soprattutto, che l’unica persona che dovrà pensare al futuro sarà quella che vedono ogni mattina allo specchio quando si svegliano. Di conseguenza non aspettate che sia troppo tardi; non ragionate da elettori. Assicuratevi di proteggere i vostri risparmi con scelte d’investimento diligenti che li schermeranno dagli effetti nefasti della politica economica dei pazzi scatenati. Perché alla fine gli effetti nefasti arriveranno e non sarà piacevole per chi si farà trovare impreparato.

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