Bitcoin e BlockChain in Italia, nasce AssoB.it

 

bitcoin-wallIl 18 febbraio 2015 è stata fondata AssoB.it , l’Associazione delle Imprese attive nella BlockChain in Italia. Ne parliamo con Giacomo Zucco, uno dei fondatori di questa organizzazione nonché suo vicepresidente, per capire che cosa sono le tecnologie blockchain e per quale ragione un nutrito gruppo di imprenditori ha ritenuto necessario creare questa nuova associazione di categoria.

– Giacomo, innanzitutto: cosa sono le tecnologie blockchain?

La blockchain è la tecnologia su cui si basa il protocollo Bitcoin e tutti quelli da esso derivati. Si tratta sostanzialmente di un libro mastro, cioè un elenco di transazioni, distribuito presso tutti i nodi e in grado di prevenire una “doppia spesa” anche senza l’intervento di un ente centrale. Le possibili applicazioni dI questo database distribuito non rimangono confinate al mondo dei sistemi di pagamento: è infatti possibile costruire su questa tecnologia una pluralità di applicazioni. Per fare un paragone: come internet è stata la base su cui costruire servizi avanzati che agli albori di internet stessa erano difficilmente prevedibili, così oggi questa tecnologia mette a disposizione un framework su cui poter sviluppare nuove opportunità per l’economia in generale. E’ una tecnologia in rapida crescita la cui principale caratteristica è l’eliminazione o la marginalizzazione di intermediari.

– Quali possibili applicazioni già oggi sono frutto della applicazione della tecnologia blockchain?

E’ difficile essere esaustivi, quindi mi limiterò ad alcuni esempi. Con la tecnologia blockchain si possono realizzare Smart Contracts, ossia “Contratti intelligenti”: protocolli informatici che facilitano, verificano, o fanno applicare sia la negoziazione sia l’esecuzione di un contratto, spesso emulando la logica di clausole contrattuali. Si possono inoltre creare Distribuited Autonomous Organization, organizzazioni autonome decentrate, le cui policy sono in tutto o in parte gestite senza interventi umani e sotto il controllo di una serie di regole informatiche incorruttibili. Queste regole sono tipicamente implementate in software open-source, pubblicamente verificabile, distribuito attraverso i computer delle parti interessate, e possono anche utilizzare una “cronologia condivisa” attraverso la blockchain. La stessa AssoB.it è stata fondata con questo modello in mente. Ho citato due degli ultimi sviluppi, ma le potenzialità applicative spaziano da sistemi distribuiti per trasmissione e storaggio di dati a sistemi di trasporto del valore che potrebbero potenzialmente rendere superfluo lo SWIFT, su cui si basano oggi tutti i movimenti di denaro tra banche a livello mondiale.

Come è nato il tuo interesse verso queste tecnologie?

E’ nato a due livelli distinti: da una parte la mia professionalità è sempre stata legata al mondo dell’IT e dell’innovazione tecnologica, dall’altra nutro forti convinzioni in campo economico e politico, a favore della libertà e della privacy finanziaria, della concorrenza in campo monetario. Il fenomeno Bitcoin si è imposto alla mia attenzione contemporaneamente ed indipendentemente in entrambi i “mondi” in cui si divideva il mio interesse… ed anzi è stato un elemento unificante tra i due. Lavorare sulle tecnologie blockchain significa, contemporaneamente, assistere e contribuire ad una rivoluzione tecnologica con pochi precedenti e anche prendere parte a una vera e propria “battaglia” ideale. Imbattersi in Bitcoin e nelle potenzialità collegate alla sottostante tecnologia è stato entusiasmante: si è davvero immersi nel costruire in prima persona un grande cambiamento che oggi è solo ancora agli inizi. Ovviamente lavorando su un tema si sviluppa un network di conoscenze, si conoscono persone che davvero hanno grandi visioni del futuro e che lavorano per costruirlo.

– Perché nasce AssoB.IT? Era davvero necessaria una associazione di categoria?

Gli imprenditori che si occupano di questo specifico settore hanno ritenuto che fosse necessaria. In primis per fare conoscere le potenzialità insite in questa tecnologia, e poi per fare in modo che i vantaggi che prospetta non vengano soffocati, in Italia, da interventi legislativi, normativi, fiscali o giudiziari portati avanti in modo scomposto, violento e scriteriato. Il legislatore infatti è ad oggi quasi completamente a digiuno sull’argomento e il rischio serio è che si legiferi senza che si conoscano le caratteristiche del fenomeno. Non vorrei essere frainteso: il fenomeno di cui parliamo, nel suo complesso, è decisamente resiliente agli attacchi di natura “politica”, e la portata della sfida che pone è talmente ampia che i casi si riducono a due: o avrà successo anche a dispetto delle resistenze delle istituzioni politiche, oppure non lo avrà affatto. Non sarà una legge, o una sentenza, a fermare una rivoluzione informatica e finanziaria che pone la possibilità di scambiare e contrattare al di fuori del potere di leggi e sentenze. Tuttavia, anche se il settore nel suo complesso è anti-fragile, i singoli nodi che lo costituiscono, specie i primi, sono decisamente fragili: vorremmo evitare che a fare le spese di una diffusione futura di questa tecnologia siano i pionieri che si sono esposti in questa prima fase, rischiando e mettendoci soldi, tempo, reputazione e credibilità.

Allo stesso modo, la probabile affermazione a livello globale di questa tecnologia non cancella il fatto che chi di noi ha interessi sul territorio italiano vorrebbe evitare la trasformazione dello stesso in “zona svantaggiata”, dove ogni idea innovativa deve per necessità essere portata all’estero o essere sviluppata anonimamente nel mercato nero. Il parere degli esperti legali e fiscali di AssoB.it è che non ci sia alcun “vuoto normativo”, ma che per fare impresa nel settore in un clima sereno e sostenibile siano sufficiente una interpretazioni ragionevoli, elastiche e stabili nel tempo delle normative esistenti. Se gli interlocutori istituzionali si mostreranno ragionevoli, sarà possibile arrivare a definire poche “regole” chiare, di facile interpretazione e che non generino costi di compliance eccessivi, cosa che porterebbe – come peraltro già accade – i giovani imprenditori e le possibili start-up ad aprire all’estero. Riteniamo in questo senso di avere riunito in AssoB.it la maggior parte delle realtà attive in Italia e siamo aperti all’adesione di chi, innovando in questo settore, voglia partecipare al fermento che il dibattito su questa tecnologia rappresenta. Questa associazione comprende imprenditori che ogni giorno innovano e inventano nuove soluzioni, ma anche specialisti che si confrontano quotidianamente con gli aspetti e con le implicazioni legali, tributari e di teoria economica.

In Italia esiste la Bitcoin Foundation Italia: non ci sono rischi di sovrapposizione tra le attività di queste due organizzazioni?

Non esiste alcuna sovrapposizione, né conflitto, sono due organizzazioni con mission differenti che collaboreranno nei rispettivi ambiti alla promozione di questa tecnologia. La differenza sostanziale è il ruolo di diffusione culturale verso il pubblico che è prioritario per la Bitcoin Foundation Italia, e che non prevede interazioni sistematiche con le istituzioni, mentre AssoB.it ha come focus principalmente i business del settore, e quindi intende anche interagire con le istituzioni per le ragioni sopra esposte. La prima realtà si pone come più amatoriale e di community, mentre la seconda vuole porsi in modo professionale. Non esistono conflitti o rivalità tra i due progetti: diversi fondatori e membri della BFI sono anche promotori di AssoB.it, e viceversa. Io, per esempio, intendo partecipare alle attività di entrambe le organizzazioni, che vedo come complementari e non alternative.

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