10 motivi per cui il sistema pensionistico è insostenibile

 

generiche InpsSono dieci i motivi per cui il sistema pensionistico altro non è che una truffa destinata a esplodere e a far rimanere con un pugno di mosche in mano coloro che rimarranno fedeli alle promesse che si suppone debba mantenere. Eccoli in sequenza:

  1. psicologia
  2. demografia
  3. statistica
  4. bacino dei lavoratori
  5. bacino dei pensionati
  6. riforme impossibili
  7. passività enormi
  8. rendimenti ridicoli per permettere i ripagamenti
  9. iniquità
  10. default

Passerò in rassegna in modo breve ognuno di questi punti per esporre al lettore i rischi che corre quando decide di continuare a dare fiducia a un manipolo di persone presumibilmente dedite alla sua salvaguardia finanziaria. Illuminandovi sul come mai le cose non stanno così, spero di portarvi a riflettere sul futuro che ci attende, in modo da prendere le adeguate precauzioni.

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Quando pensate al sistema pensionistico, pensate al metadone. Tale sostanza serve ai dipendenti da eroina per lenire gli effetti della droga ed evitare d’affrontare il momento doloroso del distacco dalla sostanza stupefacente. Al giorno d’oggi, l’eroina sono le promesse dello Stato, mentre il metadone è rappresentato dai programmi pensionistici, che rappresentano l’ultimo legame tra contribuenti e fiducia in queste promesse. Le promesse dello Stato creano assuefazione. L’hanno fatto fin da quando tale apparato ha mosso i primi passi verso la pianificazione centralizzata dell’economia. Per fare ciò, esso necessitava di fondi. Ne è entrato in possesso con uno dei meccanismi più stupidi mai ideati: prendere in prestito a breve, spendere a lungo termine.

Ora queste promesse stanno finendo la loro magia, quindi ne serviranno di più grandi e più impossibili. I contribuenti rimangono al gioco. Vorrebbero disintossicarsi, ma hanno investito troppo capitale materiale e mentale in tali promesse, e non possono fare a meno di sperare d’ottenere indietro quanto più possibile. Questa, in sostanza, è l’essenza d’ogni schema Ponzi. Questo, in sostanza, è uno dei motivi per cui il sistema pensionistico è insostenibile. Ma, come per ogni schema Ponzi, la componente psicologica insita in tale truffa impedisce a un qualsiasi messaggero di far rinsavire coloro che vi sono caduti dentro. Qualsiasi argomento sensato verrà rigettato in base a questo presupposto: a nessuno piace fare la figura dello scemo. Soprattutto ai truffati. Quindi, sebbene consci dei rischi, continueranno ad assumere il metadone delle pensioni per cercare di rientrare in possesso di quanto impegnato finora.

Non solo, ma affinché uno schema Ponzi possa proseguire è necessario un bacino di nuovi truffati sempre crescenti. Per quanto riguarda le pensioni, la demografia degli Stati occidentali è praticamente avversa a quest’aspetto. Un esempio recente lo possiamo ritrovare in un articolo del Financial Times sui numeri nefasti per l’Austria, in cui la politica di pensionamenti precoci sin dal 1955 ha praticamente accelerato il processo d’insostenibilità del sistema pensionistico. In breve, i lavoratori in entrata sono insufficienti per sostenere un bacino crescente di lavoratori in uscita.

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Ciò, a sua volta, crea un certo senso d’urgenza tra le fila dei media, i quali inveiscono contro l’establishment politico affinché «faccia qualcosa in fretta». Potete star certi che non accade mai. Perché? Perché, come in uno schema Ponzi che si rispetti, anche il truffatore finisce per credere alle sue menzogne. È per questo che non scappa prima col malloppo. È per questo che alla fine tutti i truffatori che hanno ideato uno schema Ponzi vengono catturati e finiscono in cella. Charles Ponzi è stato solo il primo esempio. Ne sono seguiti altri. Di conseguenza, non vengono prese contromisure. Si pensa che il gioco possa andare avanti ancora un po’, quindi non si fa niente. Ci si limita a posticipare il giorno della resa dei conti annunciando il default parziale del sistema pensionistico: aumento dell’età pensionabile. Ogniqualvolta sentite che l’asticella della pensione è stata alzata, significa che coloro che gestiscono lo schema Ponzi delle pensioni hanno annunciato di non poter soddisfare le richieste impossibili che hanno promesso, quindi cambiano le carte in tavola per coloro che sono ancora dentro alla truffa. Ciò crea clamore. Ciò crea qualche malumore. Ma in sostanza il metadone viene ancora assunto; la speranza di truffati e truffatori è di permettere al sistema d’andare avanti ancora un altro po’, affinché possano uscirne, se non indenni, almeno in modo accettabile.

La ghigliottina sopra qualsiasi truffa finanziaria ne decreterà la fine. Questa ghigliottina ha un nome: passività non finanziate. Queste rappresentano gli oneri presenti che gravano su ogni Stato per quanto riguarda il finanziamento di programmi assistenziali e pensionistici. Sono spesso conteggiate off budget. Quando pensate alle passività non finanziate degli Stati occidentali, pensate a un agente di polizia che vi dice: «Circolare! Non c’è niente da guardare qui!».

Ultimamente il professor Laurence Kotlikoff dell’Università di Boston ha riferito l’ammontare di queste passività per gli Stati Uniti davanti al Senate Budget Committee: $210,000 miliardi. Questo numero è impressionante. Tutti gli Stati occidentali languono in uno stato simile. Politicamente parlando, non esiste modo in cui gli Stati possano ripagare una cifra simile — a meno d’andare in default. Infatti, non solo bisognerebbe trovare una cifra simile, ma poi bisognerebbe investirla nei mercati a un tasso di rendimento (come minimo) del 5%. Nello stato in cui versano oggi i mercati obbligazionari? Buona fortuna. Infatti, il sistema pensionistico non è costituito da un fondo in cui esiste una cassetta di sicurezza col vostro nome sopra. Nossignore. I fondi pensione non sono costituiti che da una pila di bond statali. Problema: al giorno d’oggi le principali banche centrali del mondo hanno scatenato la madre di tutte le bolle proprio nel mercato obbligazionario statale. Questa bolla scoppierà, eliminando ulteriormente la capacità di questi fondi di mantenere fede alle loro promesse.

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Inoltre, l’esempio italiano ci permette di sottolineare un altro aspetto velenoso della propaganda statale riguardo alle pensioni: il sistema pensionistico è radicalmente iniquo. Pensate al nostro Paese. Pensate al modo in cui le persone possono andare in pensione. Sebbene il metodo retributivo sia stato abolito per tutti i lavoratori il 1º gennaio 2012, vale ancora per una fetta di lavoratori che fino al 31 dicembre 1995 avevano versato 18 anni di contributi. Differentemente dal metodo contributivo, dove la pensione viene calcolata in base a quanto è stato versato nell’effettivo, il metodo retributivo prevede, per una porzione di lavoratori che è andata o sta per andare in pensione, una remunerazione pensionistica che guarda agli stipendi degli ultimi anni d’attività lavorativa. Ad esempio, mettiamo che un uomo vada in pensione a 66 anni con un reddito lordo di €30,000 percepito nell’ultimo anno d’attività lavorativa. Col sistema contributivo avrebbe diritto a circa il 58% del suo reddito lordo, mentre col retributivo avrebbe diritto a circa il 78% del suo reddito lordo. Se, invece, mettiamo che il reddito sia stato €75,000, le percentuali cambiano, passando rispettivamente a 39% e 67%; se mettiamo che il reddito sia stato €150,000, le percentuali passano rispettivamente a 27% e 52%.

Questo per dirvi che la natura apparentemente generosa del sistema retributivo non è frutto di contributi versati, bensì di diritti acquisiti in modo scorretto. È stata tale ingegneria finanziaria che ha permesso a determinate persone di pasteggiare allegramente con privilegi immeritati. È stato anche per quest’ingegneria che la spesa pubblica ha fatto registrare numeri eternamente crescenti.

Aspettatevi ulteriori raid nel fondi pensione, quindi, come già accaduto in Grecia, Polonia, Spagna e altri Paesi del mondo, data l’insostenibilità di lungo periodo di tale sistema. Ora siete a conoscenza del pericolo. Chiunque continui a ignorarlo vive in un mondo a parte. La maggior parte dei politici preferirà calciare il barattolo; l’hanno fatto per decenni e se finora non è accaduto nulla di brutto, pensano, non accadrà neanche in futuro. La maggior parte delle persone sosterrà questa strategia, preferendo continuare ad assumere metadone. Avranno un brutto risveglio, perché ciò impedirà loro di prepararsi adeguatamente. Chi ci rimetterà di più, ovviamente, saranno i contribuenti. Dal punto di vista statistico è inevitabile. Non pensate che sia qualcosa di distante nel tempo, perché non lo è. La maggior parte delle persone pensa che lo sia, quindi si concentra principalmente sul breve termine. Ciò fa comodo ai politici, poiché possono continuare a calciare il barattolo concentrandosi su ciò che interessa loro di più: essere rieletti.

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