Bruxelles: l’Hôtel Tassel di Victor Horta

 

La città di Bruxelles custodisce i gioielli architettonici di Victor Horta, tra cui l’ “Hôtel Tassel” (al 6, rue de Paul-Émil Janson, ex rue de Turin) edificato tra il 1892 e il 1893 e dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Victor Horta, artista-architetto belga nato nel 1861, studiò prima a Parigi e poi a Bruxelles presso l’Accademia Reale di Belle Arti. Al seguito dell’architetto neoclassico Alphonse Balat, contribuì alla progettazione di alcune serre per Leopoldo II in ferro e vetro. Esperienza formativa fondamentale, in quanto questi materiali divennero gli ingredienti principali delle sue rivoluzionarie ricerche estetiche. Il ferro e il vetro furono genialmente concepiti dal suo estro innovativo come plastici strumenti per modellare gli interni e gli esterni di edifici “conchiglie”, avvolgenti ambienti armonici dove nulla (arredi, decorazioni, finestre, facciate, oggettistica varia) è lasciato al caso e, anzi, il dettaglio si armonizza con l’insieme. Si nota la coerenza formale dell’edificio intero, che sembra pulsare in fulgidi angoli, prospettive centrifughe, vertiginosi ritmi. Come se questo fosse dotato di vita, ritmo interno, meccanismi perfetti. Lo stesso incanto di una modernità concepita da Horta come piattaforma di progresso artistico, linfa di una nuova estetica caratterizzata dal motivo lineare “a schiocco di frusta” ad arabesco e da ondulazioni spiraliformi.

Ferro, vetro, metallo, marmi pregiati, onice, bronzo, legni tropicali impreziosiscono gli interni amalgamati in invenzioni fitomorfiche dal fascino intramontabile, ricordando le forme vegetali di una natura rigogliosa ed eterea, flessuosa e accogliente. Tra i più importanti iniziatori dell’Art Nuoveau, Horta fu suggestionato dall’opera teorica di Eugène-Emmanuel Viollet-le-Duc “Dictionnaire raisonné de l’architecture française” (1854-1868), in cui si sosteneva la possibilità di aprire varchi nelle pareti in muratura con effetti estetici straordinari attraverso l’uso della moderna tecnologia dei telai in ferro, in sintonia con le suggestioni luministiche e formali dell’architettura gotica. La modernità divenne il trampolino di lancio per una rivoluzione stilistica che impreziosì strade, fece di una leggiadra eleganza la sua seducente e inconfondibile caratteristica, modificò la mentalità e i costumi europei in senso provocatorio, anticonformista, antiaccademico, ponendo le basi per il cosmo in espansione del moderno design e dell’architettura moderna.

II periodo più fertile dell’attività di Horta è da scrivere al periodo 1890-1903, durante il quale egli ideò per Bruxelles ventiquattro case e alcune costruzioni non adibite ad uso abitativo, come la “Maison du Peuple” (1895-1899, distrutta nel 1964) e i grandi magazzini “À l’Innovation” (1901, demoliti nel 1966).

In particolare, l’ “Hôtel Tassel” è da considerare l’esempio più fulgido di questa nuova “Weltanschauung” fiorita ovunque in Europa dal seme parigino dell’Esposizione Universale del 1900. La facciata con due ali in pietra è magico connubio di colori blu e ocra incastonati in flessuosi rivoli di ferro piatto e forgiato. La struttura, aperta in una controcurva concentrica, presenta sopra le finestre del mezzanino un elegante bovindo loggiato (da “bow” e “window”: finestra ad arco) sormontato da un balcone a forma di trifora. Uno scorcio fiabesco da ammirare e su cui fantasticare che introduce il visitatore in un percorso estetico affascinante, nell‘aura dorata del pianerottolo nel piano nobile dell’Hôtel, su cui sembra arrampicarsi come un’edera fatata o un prezioso ruscello da sogno la grande scala in legno di mogano e ferro battuto puntellata da ghirigori artistici. Intrichi capricciosi di linee avvolgono l’atmosfera di un luogo che sembra crescere con il ritmo silente e catartico di una natura boscosa che strega la psiche. Un luogo che condensa in sé l’innovazione ancora attuale delle intuizioni architettoniche di Victor Horta, artista liberty (in Belgio e Francia“Art Nuoveau”, “Jugendstil” in Germania e Austria), prima che architetto, dal magico tocco.

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